Gli aggiornamenti del sito

28 maggio 2016: STORIA DELLA LEGIONE TAGLIAMENTO nella pagina Libri della sezione Oggetti e Libri

25 maggio 2015: ANNI 1966, 1968, 1969 E 2013 nella pagina Notiziario della sezione Il Gruppo Reduci

19 agosto 2014: TAGLIAMENTO - LA LEGIONE DELLE CAMICIE NERE IN RUSSIA (1941-1943) nella pagina Libri della sezione Oggetti e Libri

9 luglio 2014: IL MOSAICO DELLA LEGIONE TAGLIAMENTO nella pagina Testimonianze della sezione Il Gruppo Reduci

25 febbraio 2014: ANNI 1966 E 1967 nella pagina Notiziario della sezione Il Gruppo Reduci


La preghiera del legionario

IDDIO, che accendi ogni fiamma e fermi ogni cuore,
rinnova ogni giorno la passione mia per l'Italia.

Rendimi sempre più degno dei nostri morti, affinché
loro stessi, i più forti, rispondano ai vivi: Presente !

Nutrisci il mio libro della tua saggezza e il mio
moschetto della tua volontà.

Fa più aguzzo il mio sguardo, più sicuro il mio
piede sui valichi sacri della Patria:

Sulle strade, sulle coste, nelle foreste e sulla quarta
sponda che già fu di Roma.

Quando il futuro soldato mi marcia accanto nei ranghi,
ch'io senta battere il suo cuore fedele.

Quando passano i Gagliardetti e le Bandiere, che tutti
i volti si riconoscano in quello della Patria:

La Patria che faremo più grande portando ognuno la
sua pietra al cantiere.

Signore ! Fa' della Tua Croce l'insegna che precede
il labaro della mia Legione.

E salva l'Italia nel DUCE, sempre e nell'ora di nostra
bella morte. Così sia !


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L'ordine del giorno di Messe

Con la creazione dell'ARMIR (Armata Italiana in Russia) - il cui comando fu affidato, il 10 luglio 1942, al generale Italo Gariboldi - il Corpo Italiano di Spedizione in Russia ne divenne il XXXV Corpo d'Armata. Il gen. Giovanni Messe conservò il comando del CSIR fino al novembre 1942, ma in vista di questi cambiamenti il 9 maggio 1942 emanò un «ordine del giorno» diretto a tutti i suoi Ufficiali, i Sottufficiali, i Caporali, i Soldati e le Camicie nere.

«Ufficiali, Sottufficiali, Caporali, Soldati e Camicie nere! Alle soglie della stagione favorevole che approssima la ripresa della marcia verso l'Est, con lo scadere del decimo mese in terra di Russia, il Corpo di Spedizione Italiano conclude il suo primo ciclo operativo di questa durissima campagna. Ai nostri Caduti si volge commosso e riconoscente il mio pensiero. A voi ed alle vostre unità, dell'Esercito, della Milizia, e della Aeronautica, a tutti i Comandi, Reparti e Servizi che, in mirabile coesione di ardimenti energie, di armi invitte e di fede operante ho voluto ed ho ai miei ordini, con fiero animo invio il mio saluto fervido e grato di Comandante. In esso vibra il caldo riconoscimento delle grandi, memorabili imprese che avete compiuto e che, rinverdendo la gloria delle Bandiere, degli Stendardi, dei Labari, delle insegne che la Patria vi ha affidato, hanno arricchito la Storia militare italiana di pagine che splendono di vivida luce nei fasti della Nazione.
Combattenti del C.S.I.R.! Rivedo i vostri ranghi audaci e compatti varcare il confine romeno, marciare lungo le rozze carrarecce della Bessarabia, inoltrarsi a costo di fatiche impari e di disagi senza nome nelle sconfinate distese della fertile Ucraina che domani sarà il granaio dei vincitori e che a voi, sferzati del solleone, ha negato persino il ristoro dell'acqua. Nessun ostacolo vi arresta. Tallonando il nemico che ripiega, cogliere sul Bug il battesimo del fuoco e, impazienti di accrescere nel diretto confronto con alleati di alto prestigio militare gli antichi titoli di onore e di valore della nostra Stirpe, balzare al Dnjepr, forzare il fiume, vi lanciate sulle divisioni nemiche che vi sbarrano il passo e in sette giorni di aspri combattimenti, mentre la nostra Ala Azzurra domina arditamente il cielo della battaglia, suggellate con vittoria di Petrikowka la prima fase della lotta. Ripreso l'inseguimento superare il Woltschia, travolgere le ostinate retroguardie avversarie ed avanzando sotto la pioggia gelida e battente, mentre le colonne di rifornimento si impantanano nelle piste sommerse, vi addentrate per centinaia di chilometri in un territorio insidiato dalla guerra di parte e giungete vittoriosi nel cuore della zona del Donetz. Più tardi, sfidando le cruda inclemenza di un inverno precoce, accecati dalla tormenta e martoriati dal gelo, attaccate il nemico che vi aspetta torvo, deciso e agguerrito su forti posizioni sistemate a difesa. Gli strappate ad uno ad uno i suoi muniti caposaldi e vi insediate per la sosta invernale. Né la barbara violenza con la quale i bolscevichi reagiscono, né il peso del numero con cui vogliono sopraffarvi, né l'avversità e i rigori eccezionali del freddo che ragguaglia temperature artiche, né privazioni e patimenti del più alto livello morale e fisico riflettono i vostri ranghi che tuttora mantengono inviolate le posizioni tolte all'avversario.
Miei valorosi! Il vostro Comandante che vi ha guidato nella titanica impresa, che ha diviso con voi le alternative di tante prove supreme, con voi vissuto le ansie e i tormenti delle vigilie e l'esultanza dei vostri successi; che è stato testimone del vostro coraggio fedele, della vostra abnegazione umile, costante, silenziosa, della virile volontà con cui avete soggiogato un nemico esperto, pertinace, selvaggio, e difficoltà estreme, il vostro Comandante vi dice il "bravo" che si deve ai forti e vi dà atto che avete ben meritato la consacrazione dei prodi.
Il Generale di Corpo d'Armata, Comandante G. Messe. Fronte Russo, 9 maggio 1942–XX».

L'«ordine del giorno Messe» venne fatto stampare in Italia (S.A. Grafitalia già Pizzi & Pizio - Milano Roma) nella nota e preziosa versione grafica (cm. 34,5 h. x 49 l.) disegnata dal Ten. Col. dei Bersaglieri Mario Mona e inviato per posta a tutti i Reduci o ai loro congiunti che ne avessero fatto richiesta. La stampa fu fatta eseguire presumibilmente giorni o mesi dopo che Messe fu ricevuto da Mussolini (2 giugno 1942). Poco nota, invece, è la prima versione dell'o.d.g. fatta stampare da Messe nelle retrovie del fronte russo, su foglio pieghevole di dimensioni leggermente minori (cm. 32 h. x 43 l.), priva dei disegni e del timbro CSIR, ma con in prima pagina: «C.S.I.R., Campagna del fronte orientale, Agosto 1941-XIX – Maggio 1942-XX». Non si conosce la data in cui questa versione fu fatta stampare e distribuire, ma probabilmente fu antecedente il rimpatrio del Cons. Gen. Nicchiarelli (giugno 1942) che la portò con sè in Italia. Curiosa la discrepanza del periodo di operazioni del CSIR indicato da Messe: «agosto 1941-Maggio 1942» nella prima versione dell'o.d.g., «luglio 1941-luglio 1942» nella versione stampata poi in Italia (stesso periodo indicato nel retro della «Croce di ghiaccio»).



Il 'fuoco' del CSIR..!

Charsik 18 aprile 1942: Il Console Generale Nicchiarelli porge l'accendino «C.S.I.R. FRONTE RUSSO ANNO XX e.f.» al Tenente Colonnello Egon Zitnik, comandante della Legione Croata autocarrata.


L'accendino dello C.S.I.R.   Manifesto propagandistico   Il Console Generale Nicchiarelli e il Tenente Colonnello Egon Zitnik