A provare il valore della Legione dobbiamo ricordare che in soli 18 mesi di campagna il Labaro fu decorato della Medaglia d'Argento e di quella d'Oro al Valor Militare e che i singoli uomini meritarono ben 324 ricompense al Valor Militare; tra cui 2 Medaglie d'Oro alla Memoria, 44 Medaglie d'Argento, 120 Medaglie di Bronzo, 122 Croci di Guerra al Valor Militare, 19 Promozioni e Trasferte in SPE per merito di guerra, ben 17 decorazioni tedesche!




Motivazione della Medaglia d'Argento al Valor Militare concessa alla 63° Legione Tagliamento

Esponente di silenziosa abnegazione e di consapevole spirito di sacrificio, nella gelosa tutela di un alto dovere ideale, il suo Labaro ha visto ovunque, dal Nipro alla zona del Donez, il nemico piegare dinnanzi alla risolutezza delle sue file robuste di fede ed agguerrite di capacità guerriera. Ovunque chiamata, a lato dei Fanti o a fianco delle unità celeri, ha fieramente contribuito al successo delle nostre armi con inesausto ardore di sentimento e generoso tributo di sangue che, in un'ora culminante, contro l'urto di orde fanatiche e di ferina barbarie, ha ragguagliato l'elevatezza dell'olocausto. Ridotta nel numero, ma integra nel animi, ha tutelato inviolabilmente un'importante posizione tattica avanzata, resa più ardua dagli eccezionali rigori dell'inverno e dell'aggressività che l'avversario vi dimostrava. - Fronte Russo: Nipro - Gorlowka - Nowo Orlowka - Malo Orlowka - Mikailowka - Woroscilowa, agosto 1941-maggio 1942-XX.

Motivazione della Medaglia d'Oro al Valor Militare concessa al 63° Gruppo CC.NN. Tagliamento

Erede e continuatore di una unità CC.NN. della quale, col nominativo, assumeva titoli preclari di reputazione e di valore, durante inseguimento di nemico agguerrito ed esperto, riaffermava tempra battagliera, sicura prestanza e saldezza militare. Dislocato in posizione fiancheggiante in settore di delicata importanza, al primo allarme, balzava compatto contro colonne bolsceviche che tentavano di guadagnare terreno alla destra del Don, e, in cruenti duelli, ne frenava l'urto. Successivamente accerchiato in un caposaldo, vi resisteva intrepido per alcuni giorni, sopportando perdite gravi in morti e feriti. Mentre le munizioni stavano per esaurirsi, i superstiti si facevano largo tra i nemici, con bombe a mano: rompevano il blocco e si ricongiungevano con gli altri combattenti delle posizioni vicine con inalterato spirito offensivo e indomità volontà di riscossa. - Fronte Russo: fiume Miuss - Iwanowka - fiume Don, 12 luglio-15 agosto 1942-XX; Schebotarewsch Q.191,4 - Q.232, Tschebotarewschij - quadrivio di Tschebotarewschij-Bolowskij, 20-30 agosto 1942-XX.




Motivazione della Medaglia d'Oro al Valor Militare "alla memoria" concessa alla Camicia Nera Paolucci Mario del 79° Battaglione CC.NN.

Insofferente di attesa, pur essendo ufficiale in congedo, si arruolava come semplice gregario. Sempre volontario nelle azioni più rischiose, durante violento combattimento, si lanciava all’assalto di munite posizioni a colpi di bombe a mano, esempio e incitamento a tutti i compagni. Gravemente ferito al braccio destro, non desisteva dall’azione continuando a combattere con leonino coraggio. Raggiunta la posizione avversaria e determinatosi un violento contrattacco, poiché scarseggiavano le munizioni, attraversava la zona battuta portando alcune cassette di rifornimento con il solo braccio sinistro. Visto cadere il proprio ufficiale, mentre più furiosa si scatenava la reazione nemica, prontamente accorreva per portargli aiuto. Colpito da una raffica di mitragliatrice che gli immobilizzava anche il braccio sinistro, raggiungeva carponi l’ufficiale e afferratolo con i denti per un lembo della giubba, in un supremo sforzo, riusciva a trascinarlo, per breve tratto finché, colpito a morte, consacrava sul campo di battaglia il suo indomito eroismo. - Schterowka (Fronte russo), 17 luglio 1942.

Oggi le spoglie mortali della Camicia Nera Paolucci Mario riposano all'interno del Tempio di Cargnacco in provincia di Udine.

Copertina della Domenica del Corriere dedicata a Mario Paolucci   Resti mortali di Mario Paolucci al Tempio di Cargnacco


Motivazione della Medaglia d'Oro al Valor Militare "alla memoria" concessa al Capo Manipolo Battistini Guerrieri del 79° Battaglione CC.NN.

Durante un lungo, aspro ciclo operativo invernale si distingueva per lo spiccato sprezzo del pericolo. Facente parte di un caposaldo attaccato da preponderanti forze, concorreva alla tenca difesa con indomito coraggio. In un successivo ripiegamento, benchè sofferente per congelamento e pur essendo ferito, animava i dipendenti e li trascinava in audaci contrassalti per contenere l'incalzante aggressività avversaria. Accerchiato, a corto di munizioni, esausto per le minorate condizioni fisiche, persisteva nella lotta cruenta per aprirsi un varco tra le file dell'agguerrito nemico, finchè cadeva colpito mortalmente. - Fronte del Don - Tschercowo (Russia) - 15 dicembre 1942-5 gennaio 1943.