Tenente Generale Niccolò Nicchiarelli

Nato a Castiglione del Lago (PG) nel 1898 e morto a Milano nel 1969, è il comandante della 63ª Legione CC.NN. autocarrata Tagliamento dal luglio 1941 al giugno 1942.

Partecipò alla Grande Guerra arruolandosi a 16 anni nel I° Reggimento Granatieri con cui ebbe il suo battesimo del fuoco sul Sabotino. Dopo il Corso Ufficiali fu destinato al 37° Reggimento Fanteria (Brigata Ravenna); rimase gravemente ferito durante un assalto al Monte Seluggio nel luglio del 1916. L'anno successivo fu assegnato come Tenente di complemento al 261° Reggimento Fanteria (Brigata Elba), con cui combatté valorosamente sull'altopiano della Bainsizza. Il 27 ottobre 1917 fu catturato, assieme ai suoi uomini, mentre combatteva in una trincea vicino a San Pietro al Natisone. Con altre centinaia di soldati ed ufficiali venne imprigionato in uno dei campi di concentramento (Cellelager) dove restò fino al dicembre 1918. Rimpatriato, partì volontario nel 1919 per la riconquista della Libia (241° Reggimento Fanteria, Brigata Teramo).

Nazionalista da prima della guerra, aderì subito al nascente movimento fascista. Partecipò alla Marcia su Roma e nel febbraio 1923 si arruolò come Seniore nella neonata Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale (M.V.S.N.) nella quale militò fino al suo scioglimento (novembre 1943). Nuovamente in Libia (a Bengasi) dal 1935, il Console Nicchiarelli partecipò alle operazioni militari di Buq Buq e Sidi el Barrani dal giugno 1940 al gennaio 1941 alla testa della 233ª Legione CC.NN. ed alle dipendenze del Generale Francesco Antonelli e dell'Eccellenza Annibale Bergonzoli (il famoso "Barba elettrica").

Nel luglio 1941 fu nominato Comandante della 63ª Legione CC.NN. autocarrata Tagliamento con la quale partì per la Russia partecipando alle operazioni del C.S.I.R. nella regione tra il Dniepr e il Don. Nominato Console Generale, e con postumi di congelamento, rimpatriò e assunse il comando della Zona CC.NN. di Torino e, dal maggio 1943, del Raggruppamento CC.NN. XXI Aprile a Cocevie (Jugoslavia). Con la Repubblica Sociale Italiana rivestì, dai primi mesi del 1944 e fino al suo scioglimento, il ruolo di Capo di Stato Maggiore della G.N.R. - Guardia Nazionale Repubblicana composta dalla ex Milizia, dagli ex Carabinieri Reali e dalla ex P.A.I. - Polizia dell'Africa Italiana.

Processato dalla Corte d'Assise Straordinaria, venne condannato a 12 anni e sei mesi per collaborazionismo. La Corte di cassazione cassò la sentenza e il successivo procedimento vide l'assoluzione dell'imputato con formula piena "perché il fatto non costituisce reato". In prigione restò per 13 mesi. Tenente Generale nella R.S.I. e Tenente Colonnello nel Regio Esercito, prima, e dell'Esercito Italiano successivamente, ricevette la sua ultima onorificenza (Croce di Cavaliere di Vittorio Veneto) solo dopo la sua morte.

Le onorificenze.

Prima Guerra Mondiale e Guerra italo-turca:
- Medaglia di Benemerenza per i Volontari della guerra italo-austriaca
- Croce al Merito di guerra
- Distintivo d'onore per Ferita di guerra
- Medaglia per la Guerra Italo-austriaca, con 3 campagne di guerra
- Medaglia Interalleata della Vittoria
- Medaglia per la Guerra per l'Unità d'Italia
- Medaglia della guerra italo-turca (Libia, 1919), con una campagna di guerra
- Cavaliere di Vittorio Veneto

1922-1940:
- Due encomi del Comando generale della M.V.S.N.
- Cavaliere e poi Cavaliere Ufficiale della Corona d'Italia
- Cavaliere dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro
- Commendatore e poi Grand'Ufficiale dell'Ordine Coloniale della Stella d'Italia
- Medaglia per la campagna di guerra in A.O.I., senza gladio

Seconda Guerra Mondiale:
- Medaglia di bronzo "sul campo" al Valor Militare (Libia, 1940)
- Medaglia d'argento "sul campo" al Valor Militare (Russia, 1941)
- Medaglia d'argento al Valor Militare (Russia, 1942)
- 2 Croci al Merito di guerra
- Croce di Ferro tedesca di II classe
- Medaglia Winter schlacht im osten
- Distintivo d'onore per Ferita di guerra
- Croce di 20 anni di anzianità nella M.V.S.N.

Un ringraziamento ed un sincero ricordo vanno al nipote del Comandante, Giovanni Re oggi scomparso, che mi ha permesso di conoscere a fondo la storia del nonno e ha dato vita con me nel 2011 a questo sito.

Tenente Generale Niccolò Nicchiarelli