Gli aggiornamenti del sito

28 maggio 2016: STORIA DELLA LEGIONE TAGLIAMENTO nella pagina Libri della sezione Oggetti e Libri

25 maggio 2015: ANNI 1966, 1968, 1969 E 2013 nella pagina Notiziario della sezione Il Gruppo Reduci

19 agosto 2014: TAGLIAMENTO - LA LEGIONE DELLE CAMICIE NERE IN RUSSIA (1941-1943) nella pagina Libri della sezione Oggetti e Libri

9 luglio 2014: IL MOSAICO DELLA LEGIONE TAGLIAMENTO nella pagina Testimonianze della sezione Il Gruppo Reduci

25 febbraio 2014: ANNI 1966 E 1967 nella pagina Notiziario della sezione Il Gruppo Reduci


Siamo il «Gruppo Reduci dal fronte russo ed Eredi della Tagliamento». In questa non breve denominazione vi è tutta la descrizione del tempo, dello spazio e dello spirito che ci unisce.
Forse la parola «gruppo» è troppo asciutta e militare (ricorda il «Gruppo Tagliamento», nome che la Legione assunse nella primavera del 1942) e non rende bene l'idea di ciò che invece è la nostra «famiglia». Torneremo su questo.
Reduci dal fronte russo: cioè coloro che furono Legionari della Tagliamento tra l'8 agosto 1941, quando la Legione lasciò il mantovano per quel fronte, e il 20 gennaio 1943, quando gli ultimi sopravvissuti non caduti prigionieri del nemico tornarono in Patria. E' lì e in quell'anno e mezzo, infatti, che nacque e si cementò la nostra «famiglia». Anche di questo torneremo a parlare.
Il tempo ha fatto sì che la quasi totalità dei membri del «Gruppo» sia formata ormai da Eredi, più che da Reduci: ma solo «sulla carta», perchè i nostri Legionari sono sempre nel cuore e nella mente di ciascuno di noi. Non è solo una questione di memoria o di ricordi, ma è difficile descrivere cosa ci lega: forse la cosa migliore da farsi è lasciare che lo sconosciuto visitatore di questo «sito» provi a farsene un'idea scorrendo il materiale che abbiamo potuto mettere a disposizione.
Non ce ne voglia, l'amico visitatore, se confessiamo che questo «sito internet» è nato soprattutto per i membri del nostro Gruppo: troppo poche, infatti, sono ormai le occasioni di incontro (che pur proseguono ininterrottamente da sessant'anni) e, necessariamente, senza possibilità di uno scambio di battute è il nostro amato, insostituibile e attesissimo «Notiziario» che semestralmente, a Pasqua e a Natale, raggiunge le nostre case.
Le nuove tecnologie di comunicazione, anche visiva, di cui oggi disponiamo (tranne qualche... irremovibile friulano) e soprattutto la consapevolezza che gli Eredi più giovani non sanno cosa sia un francobollo, ci hanno convinto a buttarci in questa impresa sperando che possa avvicinarci ancora di più ed essere l'occasione per condividere pensieri e ricordi (magari anche la foto di qualche «cimelio»).
Ma non è solo per il nostro piacere che questo «sito» è nato. Abbiamo, come Eredi, una grande responsabilità: quella di custodire la «Poesia della Tagliamento», la stessa che ci è stata tramandata dai nostri Cari Legionari: «amore puro e fedele alla Patria, dedizione appassionata al suo progresso ed alla sua gloria, senza nessun cedimento alla confusione rinunciataria di molti».
E' doveroso - soprattutto per ben accogliere i Visitatori che vorranno onorarci della loro Amicizia - dopo questo tentativo di spiegare la preziosa eredità che ci lega, dire cosa «non siamo» e conseguentemente cosa non si propone questo sito. Ci è facile, visto che già lo fecero i nostri Reduci e che a noi tocca soltanto ribadirlo, ma a chi non ha avuto ancora l'occasione di rifletterci forse è utile qualche premessa storica.
La Legione Tagliamento che fece parte del C.S.I.R. («XXXV Corpo d'Armata» dell'ARMIR dal luglio 1942) era composta per tre quarti da camicie nere della «Milizia» e per un quarto da soldati del «Regio Esercito»: tutti Legionari allo stesso modo e della stessa «Famiglia», per i quali il diverso colore della camicia non costituì un ostacolo, nè un motivo di attrito (la storia della Legione lo dimostra in ogni suo passaggio). Fu costituita in siffatta maniera nel luglio del 1941 e chiuse la propria storia con il rientro «a casa» - a Udine, nel marzo 1943 - del Labaro della Legione, decorato di Medaglia d'Oro e di Medaglia d'Argento al Valor Militare.
Ciò che esistette prima della spedizione in Russia e nel biennio successivo, perciò, non fa parte della storia della nostra Tagliamento, ma di altre storie che pur videro protagonisti anche molti dei nostri Reduci.
Gli uomini che sopravvissero alla campagna di Russia e che rimpatriarono prima del 25 luglio e dell'8 settembre 1943 non presero tutti la medesima strada e coloro che continuarono a combattere lo fecero inquadrati in diverse unità militari: nonostante gli strazi e gli strappi della guerra civile, il «Gruppo Reduci dal fronte russo della Legione Tagliamento» fu capace, già tra il 1947 e il 1948, di indicarsi una strada che allora sembrava davvero impossibile percorrere (ma non a quelli della Tagliamento, evidentemente!) e che il Presidente Silvio Margini seppe ben sintetizzare anche qualche anno dopo rivolgendosi ai Reduci e ai loro famigliari ed eredi: «nessuna tessera, nessuna formula vincolativa; nessuna domanda d'iscrizione al sodalizio, libero ognuno di partecipare o no alle nostre attività; unico scopo quello di mantenerci uniti in un'unica grande famiglia nel ricordo delle comuni vicende vissute, onorando i nostri Caduti, tenendo alto il prestigio della Legione, confermando ed esaltando il nostro amore e la nostra fedeltà alla Patria» (Notiziario n. 4, 1971).
Erano anni in cui sarebbe stato più comodo tacere (quante «polemiche» suscitarono i raduni dei Reduci..!), ma Margini proseguì: «senza smentire le origini della nostra Legione, senza rinnegare un passato che avrà avuto le sue ombre, ma ebbe anche le sue luci». Non era «politica» e nemmeno «nostalgia», ma sereno rispetto della propria storia, di cui non vi era certo da vergognarsi.
Oggi noi «Eredi» abbiamo anche la fortuna di non vivere sulla nostra pelle il dolore delle divisioni che sfiorarono, brevemente, anche il «Gruppo Reduci»: ma ne portiamo ben chiaro il ricordo e, perciò, questo «sito» non sarà uno strumento fazioso, nè tanto meno un'apologia della guerra.
L'immagine che abbiamo scelto come intestazione di questo «sito» ha in sè tutto quanto detto; non è un'immagine di guerra, infatti, non è un'immagine di morte o di dolore, non è un'immagine trionfalistica e non è neppure un'immagine politica: rappresenta l'inizio della nostra Storia, in tempo di guerra, con i Legionari pronti a partire, passati in rispettosa rassegna dal proprio comandante console Niccolo Nicchiarelli, dal Luogotenente generale della Milizia Enzo Galbiati e dal Comandante della Milizia, nonchè Ministro della guerra, Benito Mussolini.